La ragione umana è la facoltà attraverso la quale gli uomini esercitano il pensiero. Poiché l'uomo è immediatamente cosciente (sa che qualcosa gli accade) ma non immediatamente consapevole (non sa cosa gli accade), la ragione è anche lo strumento attraverso il quale l'uomo si rappresenta a se stesso.
Ma il contenuto di questo pensiero sono concetti, e quindi parole; così che la rappresentazione che l'uomo fa di se stesso e del mondo è un discorso. Il mito, la religione, la scienza sono costruzioni del nostro intelletto, ma anche flussi di parole, perché non c'è mito se non viene narrato, religione che non venga celebrata o scienza che non sia insegnata e discussa.
Fin dagli albori magici dell'uomo, e poi dalle radici della nostra civiltà questo potere della parola è stato evidente e indiscusso: il logos (parola, appunto, che designa insieme la ragione, la parola e il discorso) ha creato il mondo nel pensiero stoico e cristiano.
Per questo quando le parole non hanno più senso, quando il discorso si ingarbuglia e si confonde, agitato dalle passioni, oscurato dalle menzogne, confuso dalla mancanza di chiarezza e di disciplina intellettuale, il mondo si ammala e l'uomo viene sconfitto.
Sono convinto che l'inquinamento più grave nel mondo attuale è l'inquinamento delle parole: per questo voglio registrare qui la spaventosa distruzione del discorso - specialmente in Italia - operata dalla società di massa in cui abitiamo.
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